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Emma Nicetto campionessa regionale di equitazione

Lo sport non solo come risultato raggiunto ma anche come percorso lungo e tortuoso, ricco di sacrifici e di scelte. Decisioni spesso prese anche grazie alle scelte dei genitori che si spendono per il benessere e la disciplina per i propri figli.

Oggi abbiamo il piacere di parlare con Erica, la mamma di Emma, neocampionessa veneta di equitazione. Ma non togliamo prezioso spazio a questa interessante intervista. Buona lettura!

Grazie Erica per averci concesso questa chiacchierata. Raccontaci come è nata questa passione e cosa ha spinto Emma ad intraprendere questa strada nello sport

Emma ha una gran passione per i cavalli sin da quand’era molto piccola, così quando ha avuto 5 anni abbiamo iniziato a capire quale associazione sportiva potesse accoglierla per unire questa passione alla disciplina sportiva; per il salto ostacoli però era ancora troppo piccola e così la prima messa in sella l’abbiamo fatta allo Sperone d’Oro di Albignasego (oggi Il Cuore Oltre l’Oastacolo n.d.r.), che accoglieva bambini di tutte le età per i primi principi sull’equitazione: passo e trotto e cura del cavallo. A 8 anni, avendo l’età giusta per poter iniziare il salto ostacoli, è passata al Centro Equestre Villa Vanna di Salboro ed è qui che ha iniziato il suo percorso agonistico con l’istruttrice Giorgia Consuelo Piazza, con cui si è instaurato un sodalizio fortissimo che dura a tutt’oggi, seguendola attraverso altri tre circoli equestri (InBloom quando aveva sede a Maserà, Circolo Ippico I Salici a Vigonza e l’attuale Centro Ippico Al Bosco di Pianiga): in questo sport abbiamo imparato che non è tanto il circolo, ma l’istruttore che è fondamentale, imparare e crescere con questa figura che a sua volta impara a conoscere l’atleta e a scegliere il meglio per quest’ultimo, noi l’abbiamo trovato in Consuelo, una persona con una competenza e un’umanità straordinaria, di cui noi abbiamo immensa stima e su cui riponiamo piena fiducia.

La scelta ed il rapporto con il cavallo è davvero speciale

Per circa 3 anni Emma ha fatto molta gavetta con i cavalli della scuola di Consuelo, uno su tutti un doppio pony grigio, Gadget II, con cui ha fatto anche le prime gare, fino a quando ho deciso per l’acquisto di un cavallo nostro (in questo sport se si vuole proseguire a livello agonistico, il cavallo di proprietà diventa una scelta un po’ obbligata) e dopo varie prove è arrivata Rita Des Islots, sella francese, figlia e nipote di due dei più grandi stalloni performer nel mondo. Da questo momento l’impegno per questo sport è stato totale: avere un cavallo tuo implica un impegno giornaliero di circa tre ore, tra allenamento e cura del cavallo.

Ma adesso parliamo di gare, ed Emma non si è lasciata per nulla intimorire a giudicare dal recente risultato

La prima gara con Rita è stata a ottobre del 2019, un mese dopo il suo arrivo e già si era visto l’affiatamento, in seguito altre gare e a inizio 2020 l’esame e il conseguimento del Brevetto e da lì si è creata l’ascesa di questo binomio. Nell’equitazione il binomio cavaliere-cavallo è tutto, non tutti i cavalli sono per tutti i cavalieri e viceversa e noi fortunatamente siamo riusciti a creare quello perfetto: entrambe si capiscono alla perfezione e ottengono l’una dall’altra ciò che chiedono.

Nel 2020, nonostante 2 mesi di stop forzato causa Covid, sono arrivate le prime gare importanti e primi successi importanti. Ha partecipato al Progetto Sport Col. Nava, una sorta di campionato per tappe regionali che determinano una classifica dai punti ottenuti per ogni singola gara, fino alla finale Regionale che determina le qualifiche per la finale Nazionale che a sua volta determina i qualificati per il Best Rider che si svolge a FieraCavalli: Emma l’anno scorso dopo essere partita un po’ cauta nelle prime gare, ha migliorato ad ogni tappa fino ad ottenere il gradino più alto del podio nella finale regionale del Livello Base (H90) allo Sporting Club Paradiso Horse & Pony di Sommacampagna e qualificarsi per la finale nazionale al prestigioso Horse Resort di Cattolica. Alla finale Nazionale nell’ultima gara ha ottenuto il decimo posto su 88 partenti da tutta Italia e nonostante questo più che soddisfacente risultato, purtroppo ha avuto la cocente delusione di non qualificarsi per Fiera Cavalli di Verona per soli 0,02” di scarto di tempo.

Subito dopo ha partecipato ai Campionati Regionali Individuali Cavalli 2020 qualificandosi al quarto posto.

In seguito, aspettando gli impegni più importanti di quest’anno, ha vinto qualche concorso di categoria A e B (le lettere determinano la durata dei concorsi, A tre giorni di gare, B due giorni e la difficoltà, A con percorsi più tecnici e B un po’ più semplici), nelle categorie B100 e B110, fino a riprendere anche quest’anno l’esperienza del Progetto Sport nel Livello 2 (H110): ha già preso parte a 4 tappe e attualmente è seconda in classifica su 37, il 7 e 8 agosto ha un’altra tappa e il 18 e 19 settembre ha la finale Regionale allo Sporting Club Paradiso Horse & Pony di Sommacampagna.

E poi è arrivata la consacrazione vera e propria

Tra una tappa e l’altra ai primi di maggio ha preso parte anche al campionato Regionale a squadre a Casale Sul Sile, dove una bruttissima caduta all’ultima manche determinate il risultato finale ha destabilizzato un po’ sia Emma che Rita: purtroppo una distanza presa male su un ostacolo data dalla foga di vincere ha causato la caduta di entrambe, fortunatamente fisicamente a parte qualche brutta botta, non ci sono state conseguenze, ma psicologicamente è stato difficile superarlo perché per tutte e due nelle gare successive si è aggiunto anche il sentimento della paura. Quindi dopo quest’episodio dovevano riprendere in mano la situazione e dopo le prime gare in cui era importante uscire con la gara finita, sono tornate a fidarsi e ad avere quella grinta e determinazione che le hanno sempre contraddistinte, ottenendo di nuovo buoni risultati.

Ed ecco che il 4, 5 e 6 giugno scorsi, sempre allo Sporting Club Paradiso Horse & Pony di Sommacampagna, Emma e Rita sono state proclamate campionesse regionali del Veneto per la categoria Brevetti Criterium (H100): dopo la gara del primo giorno erano quarte in classifica, per raggiungere il primo posto nella seconda giornata, posizione che non hanno più lasciato nella terza giornata fino alla manche finale in cui hanno ottenuto la medaglia d’oro con tanto di giro d’onore come i grandi campioni. Questa vittoria ha determinato anche la tanto ambita qualifica per Fiera Cavalli Verona (una delle piazze più prestigiose a livello mondiale, insieme a Piazza di Siena, un po’ il Santo Graal dell’equitazione) dove prenderà parte a novembre al Master Mariuccia Grandinetti: 3 giorni di gare che determineranno il vincitore del Master.

E quali saranno gli obiettivi futuri dopo il successo appena portato a casa?

Il 9, 10, 11 e 12 settembre parteciperà inoltre ai Campionati Italiani ad Arezzo e in caso di qualifica alla finale Nazionale del Progetto Sport torneremo a Cattolica l’1,2 e 3 ottobre a cui seguirà sempre in caso di qualifica il Best Rider a Fiera Cavalli Verona.

Un altro obiettivo importante su cui sta lavorando è l’ottenimento del Primo Grado, patente che le permetterà il passaggio alle gare “più alte”, che si ottiene con risultati sul campo (qualifiche e punti su gare di più discipline: salto ostacoli, stile, dressage, cross) e un esame finale.

Non so dirle ora, a 13 anni, cosa si aspetta di fare o diventare rispetto a questo sport, di certo non credo lo abbandonerà, tra i vari pensieri c’è anche quello di diventare un “militare sportivo” come molti dei nostri campioni italiani e come il suo idolo Alberto Zorzi, campione della Nazionale Italiana (di Padova tra l’altro), ma c’è tempo, ci vogliono anni per raggiungere certi risultati, è uno sport impegnativo, in cui più si sale di categoria più quest’impegno cresce, nonché crescono i rischi ad esso legati (non neghiamocelo è uno sport purtroppo anche pericoloso) ed è giusto che si faccia tutto con il giusto percorso e bagaglio di esperienza.

Se la sente di consigliare questo sport a genitori che non si sono ancora approcciati a questa disciplina?

Purtroppo l’equitazione troppo spesso è vista come un hobby e non come uno sport e sento molti genitori approcciarsi a questo mondo in questo senso: non è così, in realtà le sue discipline non solo sono riconosciute dal CONI, ma sono anche discipline olimpiche. L’equitazione è uno sport e molto di più, perché viene chiesto non solo di imparare una tecnica e una disciplina sportiva, ma anche di relazionarsi con un essere vivente del quale ci si deve prendere cura e con il quale, inevitabilmente, si è chiamati a costruire un rapporto e che richiede responsabilità. E’ quindi uno sport formativo e con una forte componente educativa sotto tutti i punti di vista, non solo quello atletico. Oltre ad un allenamento total-body valido per qualsiasi età, l’equitazione è allo stesso tempo disciplina e libertà, tra cavallo e cavaliere si instaura un rapporto di empatia e fiducia che ha una forte valenza anche psicologica: vale il vecchio detto “Pago al mio terapeuta mangime e fieno e lui mi ascolta ogni giorno”.

A chi dice che a livello economico l’equitazione è uno sport per pochi dico dipende. E’ innegabile che se intrapreso a livello agonistico con cavallo di proprietà implica uno sforzo economico importante per l’acquisto del cavallo, il suo mantenimento e la partecipazione ai concorsi, ma non è certo una scelta obbligata questa. Se fatto con la scuola dei circoli, con i cavalli della scuola è assolutamente alla portata di molti con altrettanti benefici e soddisfazioni.

Grazie Erica per averci raccontato la storia sportiva ed umana di Emma e Rita, e grazie per aver speso il tuo tempo con noi.

Grazie a voi e a presto

 

Matteo Venturini

Il Veneto
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