Attraverso i miei occhi: La mitologia personale di Frida Kahlo
Fino all’11 gennaio 2027, la My Own Gallery in Via Tortona a Milano ospita una delle mostre più particolari e interessanti dedicate a una delle figure più magnetiche del Novecento: Frida Kahlo. L’esposizione, intitolata Attraverso i miei occhi – La mitologia personale di Frida Kahlo, indaga a fondo la celebre artista messicana attraverso un punto di vista originale e inedito, ovvero il suo rapporto profondo, consapevole e mai casuale con la fotografia.
Il potere dell’immagine nella costruzione di un’icona
Frida Kahlo è indiscutibilmente un’icona: del secolo scorso, del femminismo, del popolo messicano e della cultura pop globale. Ma come nasce questo mito? E soprattutto, che ruolo ha avuto la fotografia nel trasformare la sua immagine in un simbolo universale?
Questi sono due tra gli interrogativi portanti della mostra. Fino a circa quarant’anni fa, la figura di Frida Kahlo era poco conosciuta al di fuori della cerchia artistica, ridotta per i più a “la moglie di Diego Rivera”. Oggi, invece, il suo volto — con lo sguardo intenso, fiero e le inconfondibili sopracciglia marcate — è celebre in ogni angolo del pianeta.
La mostra evidenzia come la fotografia sia stata molto più di una mera rappresentazione del suo corpo: Frida non temeva l’obiettivo, ma lo utilizzava quasi come un medium artistico, un’appendice della sua stessa poetica per stringere un patto indissolubile con la propria immagine e la propria arte.
Un percorso in 11 sezioni e 71 scatti d’autore
Il cuore dell’esposizione è costituito da una selezione rigorosa di 71 scatti, uno più emblematico e particolare dell’altro, realizzati da 11 differenti fotografi. Si tratta di professionisti che si sono confrontati con la figura di Frida in modi molto diversi: alcuni hanno sviluppato con lei rapporti duraturi, intensi e profondi, mentre altri hanno vissuto incontri più fugaci ma non meno significativi dal punto di vista artistico e della testimonianza visiva.
La mostra è suddivisa in 11 sezioni, ognuna caratterizzata da sguardi differenti. Ogni fotografo porta infatti con sé il proprio vissuto e la propria cifra stilistica: se alcuni scatti mantengono un approccio più “scolastico” e legato alla definizione classica del ritratto, altri osano maggiormente, trasformandosi in reportage o in potenti testimonianze visive della sua quotidianità e del suo dolore.
L’eredità artistica e la curatela
Nonostante la sua vita sia stata breve e segnata dalla sofferenza — Frida nasce il 6 luglio 1907 e si spegne nel luglio del 1954 —, la sua produzione artistica e la sua influenza sono rimaste monumentali. Elementi chiave come la natura, gli animali e il folklore messicano sono rimasti imprescindibili nella sua poetica, rendendola l’artista messicana più rinomata al mondo, capace di traghettare la sua cultura ben oltre i confini nazionali.
La mostra è curata dalla storica dell’arte Vittoria Mainoldi ed è organizzata su due piani in due ampie sale, concepite come i capitoli di un unico grande racconto. A fare da ponte tra le immagini e gli spazi espositivi vi sono alcune frasi celebri della stessa Kahlo affiancate a una citazione di Jorge Luis Borges, che legano indissolubilmente la dimensione della scrittura alla forza del visivo. L’allestimento e la produzione portano la firma di Navigare SRL, azienda leader nell’organizzazione di mostre d’arte di grande successo, particolarmente attiva nel capoluogo lombardo.
Un’esposizione ricca di sfumature, dotata di uno sguardo insolito e profondo, che rappresenta un appuntamento imperdibile per chi si trova a Milano o un’ottima scusa per pianificare una giornata all’insegna della grande cultura.
VIDEO: https://www.youtube.com/shorts/HfoROkxdpa8
Messua Mazzetto
