Federico Zampaglione e l’abisso della creazione: «In The Nameless Ballad la musica diventa una porta per l’incubo»
C’è un legame sottile, quasi ipnotico, che unisce la ricerca dell’ispirazione artistica all’ossessione e al terrore psicologico. Lo sa bene Federico Zampaglione, che torna dietro la macchina da presa con The Nameless Ballad, la sua sesta opera cinematografica presentata in anteprima nell’ambito degli appuntamenti dedicati al cinema di genere a Lucca Comics & Games.
Dopo l’eccellente accoglienza internazionale riservata al viscerale e oscuro The Well — distribuito e venduto in oltre cento Paesi — il cantautore e regista romano firma qui un gotico moderno e raffinato, dove la tensione visiva si fonde con la potenza evocativa del suono, confermando una maturità stilistica ormai riconosciuta a livello globale.
La sinfonia dell’incubo: tra musica e possessione
Scritto a quattro mani con Barbara Baraldi (affermata scrittrice dark e curatrice editoriale di Dylan Dog), il film declina l’horror attraverso un filtro tipicamente italiano, attingendo alla lezione dei grandi maestri degli anni ’70 e ’80 ma rielaborandola con un linguaggio contemporaneo e internazionale.
Al centro delle vicende troviamo Sam Gallo (interpretato dal talentuoso attore Jamie Ward), un virtuoso della pianola e compositore tormentato dal blocco dell’artista e incastrato nelle maglie delle proprie dipendenze. Alla ricerca di un luogo isolato per ritrovare l’ispirazione perduta e completare il suo album, Sam si trasferisce in una suggestiva e decadente villa immersa nella campagna italiana.
Tuttavia, quello che doveva essere un ritiro creativo si trasforma presto in un viaggio senza ritorno verso la follia: il casuale ritrovamento dello spartito di un’antica ballata mai terminata e il manifestarsi di un pianoforte segreto scateneranno presenze inquietanti. Ogni nota suonata sembra risvegliare entità sopite, trasformando la composizione musicale in una vera e propria chiave di volta verso l’oscurità.
Un cast internazionale e la firma d’autore
Ad affiancare Jamie Ward troviamo un cast di grande spessore che comprende Claudia Gerini, Lidia Vitale, Paolo Calabresi e la giovane Mia Benedetta, ognuno dei quali contribuisce a delineare una galleria di personaggi complessi, sospesi tra razionalità e suggestione.
Sul piano visivo, Zampaglione costruisce un’atmosfera avvolgente, dove la fotografia sfrutta le ombre della dimora storica per creare un senso di claustrofobia e presagio costante. La musica, da sempre elemento centrale nella doppia identità artistica del regista, cessa di essere una semplice colonna sonora per diventare il vero e proprio “antagonista” della storia, guidando il ritmo della suspense e accelerando il battito cardiaco dello spettatore.
L’intervista: dietro le quinte del film
Durante l’incontro al Lucca Comics & Games, Federico Zampaglione ha condiviso con noi la genesi di questo progetto, soffermandosi sull’importanza di proteggere l’identità dell’horror indipendente, sulla collaborazione e sulle sfide tecniche affrontate sul set per tradurre il concetto di “musica maledetta” in immagini.
Guarda l’intervista video completa qui sotto per scoprire tutti i dettagli e le curiosità su “The Nameless Ballad”:
Messua Mazzetto
