Sangue. Storia d’amore e ’ndrangheta
Lea Garofalo e sua figlia Denise, due donne contro la mafia. Gianmarco Busetto porta in scena una storia di coraggio, libertà e ribellione.
VICENZA – SABATO 7 NOVEMBRE 2026, ORE 21 – KITCHEN TEATRO INDIPENDENTE
Lea Garofalo sfidò le proprie origini per sottrarre la figlia a un destino di violenza. La sua storia e quella di Denise Cosco sono al centro di “SANGUE. Storia d’amore e ’ndrangheta”, spettacolo scritto e interpretato da Gianmarco Busetto, in scena sabato 7 novembre alle 21 al Kitchen Teatro Indipendente di Vicenza.
Lea, nata in una famiglia legata alla ’ndrangheta, cercò di allontanare la figlia da un sistema fondato sull’obbedienza e sulla violenza. Per quella scelta venne rapita e uccisa nel 2009. Denise contribuì al processo contro gli assassini. La sua morte, arrivata molti anni dopo, rende ancora più dolorosa una storia che non offre risposte semplici e impone di interrogarsi sul prezzo pagato da chi prova a sottrarsi alla criminalità organizzata.
«Mi immaginavo queste due donne sole, in giro per l’Italia, in città che non conoscevano. Mi commuoveva pensare al senso di protezione che Lea doveva provare nei confronti della figlia», racconta Busetto, che si è immedesimato nella vicenda anche da padre. «È una vicenda ambientata a Milano, nel cuore del Nord industrializzato. Rompe lo stereotipo secondo cui le storie di mafia appartengono soltanto al Sud».
Il drammaturgo rivendica la libertà del teatro indipendente di raccontare ciò che disturba, senza condizionamenti economici. «Per non alimentare il mito della mafia bisogna raccontare la verità, senza trasformare i criminali in figure affascinanti e tormentate. La realtà è spesso molto più squallida di come viene rappresentata. La cultura crea sempre un’alternativa».
La vicenda è tornata all’attenzione pubblica dopo la morte di Denise, avvenuta il 10 settembre scorso e ufficialmente indicata come suicidio. La Procura di Velletri ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio contro ignoti. Il regista ha valutato se modificare il finale dello spettacolo, scegliendo infine di mantenerlo inalterato e di accompagnarlo con una breve comunicazione al pubblico. «La lotta che Lea e Denise hanno portato avanti non cambia il suo significato, -spiega Bisetto-, restano un simbolo di resilienza e speranza». La cronaca riporta questa storia al presente, ma non ne cancella il significato.
Lo spettacolo nasce da Care Mafie, laboratorio di indagine artistica e narrativa ideato da Busetto e avviato a Mestre nell’autunno 2023. Il gruppo ha analizzato oltre cinquanta storie legate alla criminalità organizzata, scegliendo all’unanimità quella di Lea e Denise.
La regia è di Gianmarco Busetto ed Enrico Tavella. Musiche e suoni sono di Massimiliano Giolo, luci di Gian Luca De Toni e Tavella. La consulenza drammaturgica è affidata a Giulia Migneco, Maria Grazia Tonon e Danilo Chirico. Prodotto dalla Compagnia Gianmarco Busetto, lo spettacolo è realizzato con il patrocinio di Avviso Pubblico.
La mafia ha ucciso Lea Garofalo, ma non è riuscita a cancellare la sua scelta. La storia porta in scena il coraggio di chi si ribella, ma lascia anche una ferita aperta: quella di una libertà che può essere conquistata, ma non sempre basta a restituire una vita.
Compagnia Gianmarco Busetto
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