Esce la miniserie Nove Dodici: intervista al regista Diego De Francesco
Ad aprile 2026 si sono concluse le riprese di “NOVE DODICI”, la prima miniserie di fantascienza nata nell’ambito del Master di Recitazione Cinematografica – Livello III promosso dall’Associazione Culturale The Play – Tre Cinema e realizzato con il patrocinio del Comune di Albignasego.
L’opera rappresenta il risultato finale di un percorso formativo della durata di tre anni, durante il quale gli allievi hanno avuto l’opportunità di vivere il cinema non soltanto davanti alla macchina da presa, ma anche dietro le quinte, partecipando attivamente allo sviluppo creativo del progetto. La sceneggiatura è stata ideata dal regista e docente Diego De Francesco insieme agli studenti del laboratorio e all’attrice e sceneggiatrice Barbara Scalco, dando vita a un’esperienza che ha unito formazione e produzione cinematografica.
Le riprese hanno interessato diverse aree del territorio di Albignasego, tra cui l’ex Polveriera, scelta come una delle location principali. La produzione ha così contribuito a mettere in risalto alcuni degli spazi più caratteristici del comune, valorizzandoli attraverso il linguaggio del cinema.
Al centro della narrazione di “NOVE DODICI” c’è una storia che intreccia fantascienza e riflessione umana. La miniserie, ispirata agli eventi dell’11 settembre 2001, è ambientata in un futuro segnato da un collasso globale. Un piccolo gruppo di sopravvissuti scopre una radio capace di comunicare con il passato, entrando in contatto con Anna, la fidanzata del protagonista Luca, che vive ancora nel 2001, nei giorni successivi agli attentati. Da questo straordinario collegamento nasce il tentativo di modificare gli eventi e riscrivere il destino dell’umanità.

Pur muovendosi all’interno di uno scenario distopico, la serie pone al centro valori universali come l’amore, la speranza, il sacrificio e il peso delle scelte individuali. Il racconto evidenzia come siano proprio i legami umani e la capacità di restare uniti a offrire la possibilità di immaginare un futuro diverso, anche quando tutto sembra ormai perduto.
Diego, raccontaci di cosa parla NOVE DODICI?
«La storia prende spunto dagli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Siamo partiti da quella data simbolo per immaginare un futuro non troppo lontano in cui un gruppo di scienziati tenta di entrare in contatto, attraverso una misteriosa radio, proprio con il giorno successivo a quella tragedia.
Nella nostra narrazione, infatti, il 12 settembre 2001 accade qualcosa di inaspettato: un evento simile a un virus informatico, una sorta di Millennium Bug, manda in crisi tutti i sistemi tecnologici del pianeta, facendo regredire il mondo di circa cinquant’anni dal punto di vista tecnologico. È un elemento che rimane volutamente avvolto nel mistero nel corso della serie, perché ciò che ci interessa davvero raccontare sono le persone e le loro relazioni.
Uno degli scienziati utilizza la radio non solo per cercare di comprendere e fermare questo misterioso malware, ma soprattutto per mettersi in contatto con la propria fidanzata, una speaker radiofonica. Da qui prende vita una storia in cui la narrazione diventa il mezzo per parlare di legami, speranza e della possibilità di cambiare il destino.
La miniserie è composta da quattro episodi della durata di circa otto-dieci minuti ciascuno, quasi quattro piccoli cortometraggi, girati tra febbraio e aprile del 2026.»

Chi ha preso parte a questo progetto?
«È mio desiderio ringraziare ogni singola persona che ha reso possibile questo progetto. Del cast fanno parte Zita Marigo, Martina Vecchi, Geinciane Dutra, Lucia Bambara, Silvia Ghiraldo, Roberto Borella, Patrizia Ometto, Giorgio Calore e Cristina Moscardo protagonisti di un percorso che li ha portati a confrontarsi con tutte le fasi della realizzazione di una serie: dalla scrittura alla preparazione dei personaggi, fino alle riprese sul set.
Per quanto riguarda invece la parte tecnica ho avuto il supporto come aiuto regia e supervisione tecnica di Marco Capurso, dalla parte fonica e di presa diretta di Matteo Pomiato il prezioso contributo di Giorgia Rumiato per il make-up.»
Quando sarà possibile vedere di persona la miniserie?
«Nei prossimi mesi il progetto entrerà nella fase di post-produzione, con il montaggio, il sound design e la finalizzazione dei quattro episodi.
La serie è nata per essere trasmessa su Youtube, ma sono in previsione delle proiezioni anche nel Comune di Albignasego, all’interno della rassegna, nelle date del 26 e 27 settembre. Sarà l’occasione giusta per poter vedere le prime due puntate della serie.
Inoltre è nostra intenzione presentare “NOVE DODICI” nell’ambito delle iniziative ospitate presso il Padiglione della Regione del Veneto in occasione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 e nei prossimi giorni prenderemo contatto con gli uffici regionali.»
A proposito della Mostra del Cinema di Venezia, non è la prima volta che presenti un tuo lavoro a questa rassegna
«Sì, proprio un anno fa, insieme all’amico giornalista e documentarista Matteo Venturini, ho avuto il piacere di presentare il docufilm “Il Baco da Seta 3.0” un lavoro che ha raccontato dal punto di vista storico e culturale il territorio della Regione Veneto con molte scene girate proprio nel Comune di Albignasego che ne è ne ha concesso il patrocinio insieme alla Provincia di Padova ed al Comune di Vittorio Veneto.
È stata certamente un’esperienza che porto nel cuore, un lavoro che mi ha impegnato insieme a Matteo per due anni e che sta portando i suoi frutti.»

Mi sembra di intuire che ci sarà una nuova collaborazione con Matteo Venturini?
(sorride) «Non vorrei sbilanciarmi troppo, ma abbiamo iniziato a buttare giù qualche idea che ci piace molto e potrebbe piacere ancora di più a Padova e ai padovani…»
Grazie Diego per averci concesso il tuo tempo
«Grazie a voi ed ai lettori de Il Veneto.»
Albano Faggin
