I Soggetti Smarriti e la Maschera d’Oro
C’è un filo invisibile che lega la grande tradizione della drammaturgia classica al futuro del teatro. Un legame fatto di passione pura, prove serali, dialetto custodito come un tesoro e, soprattutto, di un ricambio generazionale che sul palcoscenico non è una promessa, ma una realtà concreta.
A dimostrarlo con la forza travolgente del talento è la compagnia trevigiana I Soggetti Smarriti, selezionata tra le cinque finaliste della 35ª edizione del Festival nazionale del teatro amatoriale promosso dalla Fita Veneto con il patrocinio di Fita nazionale. Il pass per la fase finale è arrivato grazie a un’opera monumentale e identitaria: Il Campiello di Carlo Goldoni.
Ma ciò che rende questa avventura speciale non è soltanto il prestigio del concorso – un traguardo che la compagnia aveva già conquistato nel 2019 trionfando con Tramonto e calcando il prestigioso palcoscenico del Teatro Olimpico di Vicenza – quanto la composizione stessa del gruppo.
Guidati dall’adattamento e dalla regia di Mariarosa Maniscalco, i Soggetti Smarriti portano in scena un microcosmo veneziano del Settecento affidandosi a un cast straordinariamente giovane. «La nostra compagnia va dai 17 ai 79 anni», racconta con orgoglio la regista. «Abbiamo sette ragazzi giovanissimi, tra i 17 e i 23 anni, ai quali ho insegnato i termini veneziani del testo». Un lavoro certosino e faticoso che ha dato frutti straordinari, trasformando la scena in un ponte vivente tra epoche diverse, dove la freschezza dei vent’anni incontra la saggezza dell’esperienza.
Per questi giovani attori, la prospettiva di arrivare un giorno all’Olimpico non è soltanto un sogno nel cassetto, ma l’orizzonte di un percorso di crescita artistica e umana. Nati formalmente nel 2018 ma eredi della storica compagnia I Giovani diretta da Paolo Trevisi, i Soggetti Smarriti incarnano lo spirito più autentico del teatro: un luogo di aggregazione, di fatica condivisa e di resistenza culturale.
Il loro viaggio ripartirà dal Teatro San Marco di Vicenza, dove andranno in scena il 14 novembre prima della grande serata di gala prevista per il 29 sempre di questo mese. In palio, per la compagnia vincitrice, c’è la possibilità di esibirsi nel tempio mondiale del teatro palladiano. Un obiettivo che profuma di storia e di futuro, ma che racchiude anche un auspicio più ampio per il movimento amatoriale veneto: continuare a riempire i teatri di comunità, dialogare con le città e restituire al pubblico la magia immortale della lingua e delle storie di casa nostra.
Più di 70 sono le compagnie provenienti da tutta Italia che si sono iscritte. e in finale i Soggetti Smarriti sono l’unica compagnia teatrale veneta e unici di Treviso.
Giancarlo Noviello
