ALBIGNASEGO NELLA STORIA. Ecco perché alcune strade portano questi nomi
Albignasego, come nemmeno i nostri anziani la possono ricordare, negli ultimi anni dell’Ottocento era un sobborgo di poco meno 21 kmq e si suddivideva principalmente in quattro entità: la centrale sede comunale denominata Albignasego, Carpanedo posizionato a Sud, Mandriola a Nord-Ovest e l’estesa Lion (comprendende anche San Giacomo) in zona Sud-Est.
A completare le cartine dell’epoca c’erano anche le località Cazzego, Roncon e Bugazzi.
Ancora nessuno sapeva che Albignasego si sarebbe trasformata in poco più di un secolo da “campagna di Padova” a parte integrante dell’area metropolitana della città del Santo ottenendo addirittura il primato di essere e diventare ufficialmente Città e secondo Comune, dopo il capoluogo di Provincia, come numero di abitanti.
Il centro paese, perché solo così si poteva chiamare al tempo, si sviluppava lungo la strada Provinciale 92 “Conselvana”, mentre le frazioni erano accompagnate da altre due arterie di notevole importanza: ad Ovest la strada che costeggia il Canale Battaglia, oggi Statale 16 “Adriatica”, e a Sud la strada chiamata allora “consorziale” che oggi è identificata come Provinciale 3 “Padova-Bovolenta”.
Altre piccole e molto spesso impraticabili strade collegavano le altre località ad Albignasego: quella in direzione Abano Bagni (la Abano Terme di allora) che passava per il Ponte della Fabbrica e per il Ponte della Cagna, come altre strade che conducevano alle frazioni e località della nostra città.
Anche la vicinanza con i Colli Euganei ha giocato un ruolo importante per “Bignàsego” durante i primi anni del secolo scorso. Pietre, materiali lapidei e calcarei venivano condotti alle fornaci presenti a Mandriola per essere lavorate e spedite, attraverso piccole imbarcazioni, sul Canale Battaglia in direzione Padova.
Scartabellando i vari dati dagli archivi comunali e provinciali è possibile risalire ad interessanti dati risalenti al 1902, quando l’allora prefetto comm. Pietro Savio ordinò le elezioni comunali e provinciali.
Ad Albignasego era presente una sola sezione elettorale presso il Municipio, ed in quella specifica elezione vennero proclamati un Sincaco, undici consiglieri comunali e ben cinque consiglieri provinciali.
Curiosi sono i nomi di illustri personaggi che risultavano iscritti nelle liste elettorali del nostro Comune, oggi ricordati in molte vie di Albignasego e Padova: Angelo e Nicolò Papadopoli, Giulio Salom, Osvaldo Buzzaccarini, Alberto Treves, Antonio Dondi Dall’Orologio, Lodovico Miari, Giuseppe da Zara, Nicolò Claricini, Francesco Dolfin, Francesco di San Bonifacio, Leopoldo Ferri, Giuseppe Pesaro, Leone Da Zara, Angelo Emo Capodilista, Andrea Panella e così via. Tutti nobili o ricchi aristocratici che risultavano ancora iscritti alle liste elettorali del Comune, nonostante fossero impegnati o residenti in altri territori della Provincia o della Regione.
La popolazione si attestava a 4.389 abitanti dei quali il totale degli elettori era pari a 280 unità. Ad avere l’opportunità di dare una preferenza al voto, un po’ per la non residenza in paese, un po’ per ragioni ignote, furono solo in 168.
Nell’archivio storico del Comune è possibile dunque estrapolare che il nuovo Sindaco eletto fu Voltan Pietro accompagnato dagli assessori Valentini Ferruccio, Giusti Giordano, Bettini Natale e Voltan Natale ed i consiglieri comunali Calore Attilio, Bellavere Michiele, Valentini GioBattista, Zecchini Antonio, Tosi Francesco, Schiano Pietro, Dondi Dall’Orologio Antonio, Cappellato Luigi, Frediani Leopoldo, Minozzi Luigi, Calore Antonio, Moschin Cipriano, Bonvecchiato Alessandro, Pizzo Fedele e Nalin Antonio.
La nuova Giunta procedeva col nominare segretario comunale il sig. Rizzotti Napoleone in attesa della lista di 16 cittadini albignaseghesi che diventarono, qualche mese più tardi, giurati del mandamento di Padova 3° per il Comune di Albignasego.
Non passarono poi molti giorni dalla nomina di una Commissione scolastica e di un’altra Commissione per la revisione delle liste elettorali.
La non presenza in paese di un ufficio postale non agevolò negli anni le corrispondenze tra l’amministrazione locale ed altre istituzioni della Provincia o della Regione. L’unica possible soluzione di comodo era la ricezione della posta dalla stazione di Maserà e spesso, per aver speranza di ricevere la corrispondenza in Municipio paesano, i mittenti erano costretti ad indicare, per esempio, la dicitura “Sindaco di Albignasego Maserà” oltre a diversi strafalcioni ortografici del nome “Albignasego” tramutato in Il Bignasego, Albignago, Allegrasego, Albigna Sego, Albisagnego e quasi altri cento nomi stravaganti registrati dagli archivi postali.
A sommarsi al danno (ed alla beffa) c’erano anche i conti economici comunali poco confortanti. Persino il Sindaco Voltan, probabilmente sconfortato e senza valide alternative, fu costretto a scrivere una lettera al Prefetto scusandosi per la cattiva situzione economica del paese, cercando poi di limitare i danni accusando di cattiva gestione la precedente Amministrazione.
La motivazione per la quale il Primo Cittadino si prodigò a scrivere una lettera al Prefetto era dovuta, probabilmente, alla richiesta di un aiuto concreto nella costruzione di nuovi edifici, tra i quali una scuola a Carpanedo.
Era assolutamente necessario cercare di estiguere due mutui, uno da 9,350 Lire con la Cassa di Risparmio di Padova, l’altro di 32.000 Lire con la Cassa di Risparmio di Verona, prima di pensare a qualsiasi tipo di investimento in interventi edilizi.
E così, in diverse occasioni, la Giunta s’è vista costretta ad infliggere dazi aggiuntivi o tasse salate sul bestiame e sulla famiglia pur non riuscendo ad evitare di dover pagare gli interessi legali su somme anticipate dal primo distretto di Padova.
Avremo modo di approfondire, nelle prossime uscite, altri aspetti interessanti della “Albignasego che fu”. Intanto, probabilmente e con interesse sopraffino, ci daremo da fare a cercare tra i nomi delle nostre strade se è presente qualcuno dei consiglieri comunali nominati in questo articolo.
Albano Faggin
