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Il Baco da seta 3.0 di Matteo Venturini e Diego De Francesco, crea il suo “bozzolo” a Venezia 82

Venerdì 5 Settembre è stato presentato a Venezia all’interno del padiglione della Regione Veneto durante l’82 mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia il docufilm “Il baco da seta 3.0” che racconta di come dal libro “Il baco da seta 2.0” (Primiceri Editore 2020) si sia arrivati alla sua versione filmica.

Autore del libro e poi sceneggiatore, regista ed attore nella versione filmica è il giornalista e documentarista padovano Matteo Venturini, progetto nel quale oltre ad una componente professionale ve ne è una forte anche dal punto di vista personale; questo perché la storia di questo libro si interseca in modo forte anche con la vita di Matteo. Sin dai tempi della scuola Matteo si appassiona a questo curioso animale, fondamentale per ottenere il prezioso filato.

Il progetto si articola su due filoni, quello storico dove vengono raccontate le vicende di Alessandro Gioda, autore del trattato originale “Il baco da seta”. Il trattato di Gioda è del 1926 (esatto, quasi cento anni fa) e ci racconta in dettaglio tutto su questo animale e sui filati che si ottengono da esso. Nel docufilm vedremo quindi le vicende di Gioda e le sue ricerche in vari momenti e fasi della sua vita. Il secondo filone è invece quello di Matteo Venturini, dalla sua scoperta dell’argomento e della sua vita personale. Verrà raccontata anche la storia della moglie, Federica Busa, la quale ha avuto un importante problema di salute e la sua vicenda viene associata al concetto di “morte” e successiva “rinascita” così come sta succedendo per il baco da seta: rigoglioso splendore nell’economia della nostra Penisola, declino ed ora l’auspicabile ritorno alla pratica attraverso i diversi bandi regionali e nazionali.

Le musiche sono curate da Germano Degan che da anni porta avanti un sodalizio artistico con Venturini da oltre vent’anni. Degan è inoltre anche attore all’interno del docu-film dove interpreta il ruolo di Alessandro Gioda in una delle fasi della sua vita, mentre la fase matura è interpretata dal bravo attore Francesco Daberdaku.

Diego De Francesco è insieme a Venturini co-regista del progetto e durante la presentazione si è dichiarato molto emozionato di aver preso parte a questo progetto, nel suo esordio da regista di documentari.

Un progetto che quindi riesce a riunire diverse figure, con poliedriche capacità che in quest’occasione creano un connubio di valore artistico ed informativo ed educativo allo stesso tempo.

Biografia di Matteo Venturini

Laureato in Comunicazione e Marketing presso l’Università degli Studi di Padova, è imprenditore, giornalista, documentarista, scrittore e conduttore televisivo. Attivo nell’ambito della comunicazione e del giornalismo nel 2019 è stato nominato Cavaliere al Merito della Repubblica dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Si occupa di consulenza e docenza negli ambiti della Comunicazione, del Marketing e della Formazione, è impegnato nella ricerca scientifica e in ambito umanitario. Grazie alla ricerca condotta nel suo libro “Il Baco da Seta 2.0” ha ricevuto nel 2022 il titolo di “Padovano Eccellente”, la massima onorificenza della Città di Padova. Dal 2024 mesi è direttore responsabile dello storico periodico “Il Veneto” fondato nel 1888.

Biografia di Diego de Francesco

Attore professionista, diplomatosi presso l’Accademia d’arte drammatica del Teatro Stabile del Veneto “Palcoscenico” e con decennale esperienza nel campo teatrale, è anche attivo in campo cinematografico e teatrale come regista. Lavora inizialmente come assistente alla produzione nel film “Non è mai colpa di nessuno” di Andrea Prandstraller, e come aiuto-regista in alcuni documentari di Michele Angrisani, mentre come attore recita in “Leoni” di Pietro Parolin, “La Banda Grossi” di Claudio Ripalti e “In fondo alla Salita” di Simone Visentin. Nel 2017 interpreta è co-protagonista del film “Sulle mie spalle”, diretto da Antonello Belluco. Nel 2019 lavora in due film di grande interesse: “Venise ne pas en italie” commedia del regista francese Ivan Calderac, e il film drammatico “Altri Cannibali” di Francesco Sossai prodotto dalla DFFB di Berlino.

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