ALBIGNASEGO NELLA STORIA: il lavoro di “recupero crediti” dell’esattore Cav. Mion Angelo
Come già accennato nelle passate edizioni Albignasego nei primi anni del Novecento passò un periodo terribilmente nero per quanto riguarda le risorse finanziare a disposizione delle casse comunali.
In diversi documenti reperibili dagli archivi è possibile denotare che le entrate furono nettamente inferiori alle uscite soprattutto a partire dal 1903 e per oltre un decennio a venire.
È così che l’Amministrazione si trovò davanti ad un bivio al quale nessun Comune vorrebbe mai voluto trovarsi: riuscire a pagare l’ordinaria amministrazione arrancando oppure recuperare denari da persone che, in effetti, avevano fino a quel momento “evaso”?
La risposta arrivò attraverso l’applicazione di una politica fiscale molto rigorosa con la riscossione di denaro a tutte le persone che avevano evaso negli anni precedenti.
Incaricato per questo delicato ruolo fu un esattore di imposte dirette del primo distretto di Padova, il Cavalier Mion Angelo che si mise in gioco per ottenere l’appalto decennale con il Comune di Albignasego offrendo in cauzione più d’una sua proprietà terriera situata sia in provincia di Padova che di Venezia.
Le direttive che venivano giornalmente lanciate dagli esattori – ed anche dal “nostro” Cav. Mion – si possono leggere nella rivista del 1922 “Il Popolo Veneto” e recitavano più o meno queste parole: “Ove i contribuenti in quel giorno non pagassero o pagassero solo in parte la rata rispettiva di debito, e che l’integrale pagamento non facessero negli otto giorni successivi alla scadenza, alla sede principale dell’Esattoria, posta in Padova via dei Zabarella, al Civ. n. 20, saranno assoggettati alla multa di cent. 4 per ogni lira di somma non pagata, a termini dell’articolo 27 della Legge 23 giugno 1897, sulla riscossione delle Imposte Dirette”.
Siamo dunque certi che più di qualche bisnonno ci avrà riempito la testa con questo nome: Cavalier Angelo Mion, esattore del paese di Albignasego!
Albano Faggin
