Possible Love, il Ritorno di Lee Chang-dong
Ci sono registi capaci di trasformare l’attesa in un atto di pura devozione cinematografica. Il ritorno in Concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del maestro sudcoreano Lee Chang-dong — a ben otto anni dal capolavoro Burning e a sedici dalla consacrazione con Poetry — era senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi di questa 83ª edizione.
Con il suo nuovo film, Possible Love, il regista dimostra ancora una volta perché sia considerato uno dei più grandi narratori del panorama mondiale, regalandoci un’opera intensa, stratificata e capace di rapire completamente lo spettatore fin dalla prima sequenza.
Una storia che rapisce la mente e il cuore
In Possible Love, Lee Chang-dong intreccia le vite di due coppie apparentemente inconciliabili: un operaio disoccupato e la sua propositiva moglie da un lato, e una documentarista insieme al facoltoso marito dall’altro. Ciò che parte come un’indagine sociale finisce per trasformarsi in uno specchio delle fragilità umane, dove il confine tra il desiderio di libertà e l’esigenza d’amore si fa sempre più sottile e doloroso.
Con la sua solita maestria nel gestire i ritmi e l’introspezione psicologica, Lee Chang-dong costruisce un racconto dove ogni sguardo, ogni esitazione e ogni gesto dei protagonisti pesano come macigni.
Il dialogo in Conferenza Stampa: L’armonia tra Musica e Silenzio
Durante la conferenza stampa ufficiale del film, ho avuto il privilegio di rivolgere direttamente una domanda al regista Lee Chang-dong. Incuriosita dalla scelta di affidare la colonna sonora a Jung Jae-il — l’acclamato compositore dietro i comparti sonori di successi globali come Parasite e Squid Game —, gli ho chiesto come si fosse sviluppato il processo collaborativo per un’opera dalle sfumature così intime.
La risposta del regista ha offerto una chiave di lettura illuminante sul film. Lee Chang-dong ha spiegato come il lavoro con Jung Jae-il sia stato lungo e meticoloso, orientato quasi interamente alla ricerca di un delicato e perfettissimo equilibrio tra musica e silenzio.
Il regista ha sottolineato che in una storia d’amore e di fratture interiori come questa, le note non dovevano mai sovrastare la scena, bensì emergere nei momenti di massima tensione drammatica o lasciare spazio a quei silenzi carichi di significato che rappresentano il vero respiro dei personaggi.
Il cinema che lascia il segno
Possible Love conferma la straordinaria capacità di Lee Chang-dong di scavare a fondo nell’animo umano senza mai ricorrere ad artifici retorici.
Il maestro sudcoreano firma un ritorno in Laguna da assoluto protagonista, consegnando alla Mostra un film che continua a far risuonare i suoi silenzi e le sue note ben oltre la fine dei crediti di coda.
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