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Intervista ad Alessandro Fiorese, il Coordinatore del gruppo comunale della Protezione Civile di Albignasego

Il nucleo è attivo durante tutto l’anno ed impegnato in diverse attività a sostegno della comunità. Durante questo periodo di pandemia stanno dando un apporto positivo alla comunità di Albignasego

Alessandro, già da qualche anno è operativa la Protezione Civile ad Albignasego. Raccontaci qualcosa del vostro gruppo.

Il Gruppo si è costituito ufficialmente nel 1984, tra i primi della Provincia, riconosciuto dalla Regione Veneto e dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Noi volontari non percepiamo compensi e la passione che mettiamo in ciò che facciamo è la nostra forza.

Ci avvaliamo di attrezzature acquistate negli anni dall’Amministrazione Comunale, con i contributi regionali e anche grazie a donazioni di aziende private.
Siamo dotati di quattro mezzi di servizio: il polisoccorso attrezzato per il primo intervento in varie emergenze, il furgone per il trasporto di materiali, due fuoristrada attrezzati per l’antincendio boschivo, un carrello rimorchio porta materiali e una barca in vetroresina.

Attualmente quanti volontari sono impegnate nelle attività? Avete ruoli precisi o tutti si rendono disponibili per le attività?

40 volontari, uomini e donne, dai 17 agli oltre 70 anni, 10 dei quali nuovi iscritti durante la pandemia, sono la vera anima del Gruppo! Ogni volontario partecipa a tutte le attività, alcune delle quali richiedono formazione e abilitazione specifica: Squadra Intervento Recuperi Emergenza (SIRE), abilitata ai lavori in fune e in quota, AIB Antincendio Boschivo per prevenzione, sorveglianza e spegnimento incendi boschivi ed il Nucleo Tutela Beni Culturali (NTBC) per il recupero dei beni culturali in caso di calamità. Alcuni volontari sono formati per la funzione di Caposquadra/Preposto, come richiesto dalle normative sulla sicurezza.

Quali sono le attività che normalmente – quindi escludendo questo periodo pandemico – vi impegnano durante l’anno?

Ci troviamo nella sede di Lion ogni giovedì sera alle 21, ci addestriamo per mantenere la capacità operativa del gruppo e ci formiamo con corsi sui rischi, sulle attrezzature, sui mezzi che usiamo e sulla prevenzione. Interveniamo in caso eventi meteo avversi, ci esercitiamo periodicamente, promuoviamo la cultura di protezione civile nelle scuole. Durante l’estate concorriamo alla sorveglianza antincendio sui Colli Euganei.

Siamo stati impiegati in emergenze regionali e nazionali: l’alluvione del 2010, la tromba d’aria Dolo/Mira del 2015, la tempesta Vaia del 2018, il soccorso a Verona e Modena nel 2020, i terremoti in Abruzzo del 2009 e Centro Italia del 2016. Siamo presenti nei piccoli/grandi interventi ad Albignasego,per mitigare gli effetti di eventi meteo avversi, purtroppo sempre più frequenti e intensi. Come volontari AIB partecipiamo alle azioni di spegnimento sui Colli Euganei. A Rocca Pendice, a giugno 2020, abbinando le specializzazioni AIB e SIRE siamo intervenuti  in parete con il supporto dell’elicottero di Regione Veneto.

Questo periodo Covid è stato molto impegnativo. Come avete affrontato il momento difficile e quali attività avete svolto?

Questa emergenza ci ha impegnato in modi diversi rispetto alle esperienze del passato, ma ci siamo adattati in fretta ai nuovi scenari. In accordo con l’Amministrazione abbiamo fornito assistenza alla popolazione dall’11 marzo, comunicando le restrizioni alla mobilità con mezzi dotati di megafono, ritirando materiali dal magazzino Provinciale di Protezione Civile, consegnando a domicilio le mascherine ai cittadini, raccogliendo generi di prima necessità dai supermercati, collaborando coi Servizi Sociali per la gestione e consegna dei pacchi spesa solidale (350 a Pasqua, 200 a Natale), rifornendo le associazioni benefiche di Albignasego, installando tende e gazebo al Distretto Sanitario e al Centro Medicina di Gruppo per l’attesa dei pazienti e per lo svolgimento dei tamponi. Per queste attività ciascun volontario ha donato alla comunità l’equivalente di un mese di lavoro.

In questo ultimo periodo quali attività sono state maggiormente apprezzate e valorizzate dalla popolazione?

Tutte quelle che hanno avuto un impatto sulle persone più fragili, quelle rese più deboli economicamente o socialmente. Ci sono stati momenti di commozione reciproca, tra volontari e cittadini e momenti in cui siamo stati consapevoli di aver fatto la differenza per le persone.

Grazie Alessandro è stato un piacere poter scambiare quattro chiacchiere con te e conoscere la vostra splendida realtà

Grazie a te e alla redazione per questa opportunità, è importante far conoscere quello che facciamo, e poi non si sa mai, qualcuno leggendo potrebbe pensare di avvicinarsi al nostro mondo! Per chi volesse contattarci la nostra mail è : pcivile.alb@gmail.com , vi aspettiamo!

 

Matteo Venturini

Il Veneto
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